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Lunedì 31 Ottobre 2011 11:25

Convegno Nazionale

 

17 NOVEMBRE 2011

 

UN GRANDE PATTO DI SOLIDARIETA’ PER UN
NUOVO WELFARE  FRA TUTTI GLI ATTORI DEL SISTEMA

 

 

L’ANASTE ha organizzato questo Convegno Nazionale nel corso del quale auspica possa scaturire una proposta sostenibile per la riforma del Welfare al fine di affrontare il grave problema della disabilità e delle Cure di Lungo Termine in Italia. Per lo sviluppo di edilizia sanitaria,  intelligente ed innovativa, per il completamento di 245.000 p.l., circa, di R.S.A., come grande occasione di sviluppo e di lavoro professionalizzato.

 

Una rivisitazione complessiva del nostro sistema attuale di welfare, che da una logica essenzialmente monetaria ha bisogno di riconvertirsi ad una logica di servizi, chiamando alla sua realizzazione istituzioni pubbliche, mercato profit e non profit, cittadini portatori di diritti e le loro famiglie ad orientare un nuovo patto sociale, pur dentro la crisi, che sia occasione di diritti e servizi.

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 10:20
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FEI entra in Federsalute PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 14 Luglio 2011 09:27

La Fei - Federazione Erboristi Italiani, organizzazione storica del settore erboristico, entra a far parte di FEDERSALUTE. Allo stato attuale Fedesalute esprime la massima organizzazione nazionale del comparto della Sanità.

Le Associazioni di categoria presenti operano per la prestazione di servizi e la fornitura di beni inerenti la salute, ed esprimono, con autorevolezza, la capacità di rappresentanza corrispondente al reale peso del settore della sanità nella vita del Paese. Tutto ciò consentirà di poter rappresentare con maggiore incisività le istanze delle imprese associate, sensibilizzando l'opinione pubblica e le istituzioni sui temi prioritari delle categorie rappresentate e della società.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 10:12
 
LAISAN ADERISCE A FEDERSALUTE PDF Stampa E-mail

LAISAN ADERISCE A FEDERSALUTE

Laisan (Libera Associazione Imprese Sanita' Ambulatoriale Nazionale) entra a far parte del sistema Confcommercio attraverso l'adesione a Federsalute. Con l'ingresso di Laisan nasce il piu' grande polo associativo nazionale del settore.

 
5° Forum Risk Management di Arezzo PDF Stampa E-mail

Intervento del Presidente della Federazione Nazionale di Settore della Sanità della Confcommercio Imprese per l’Italia il 25 novembre al 5° Forum Risk Management di Arezzo affrontando la problematica della non autosufficienza e della LTC anche con un progetto, già predisposto e reso noto dall’ANASTE, sulla possibile funzione delle R.S.A..

 

Aderenti alle indicazioni dei Ministri Ferruccio Fazio e Maurizio Sacconi, che affermano la validità del secondo pilastro nella Sanità costituito dai fondi integrativi, FEDERSALUTE e Fondo EST hanno sottoscritto un accordo quadro nazionale  che, indiscutibilmente, rappresenta l’alto senso di responsabilità e di ruolo della Federazione con indiscusse ripercussioni positive su tutto il settore della Sanità e della Socio sanità.

Tale accordo apre è un prodromo alla VIA  ITALIANA AL SECONDO PILASTRO ED UN SOSTEGNO ALLA NON AUTOSUFFICIENZA ED ALLA L.T.C.

In considerazione della crisi economico finanziaria, esplosa recentemente, anche le famiglie con un reddito medio alto rischiano l’impoverimento a causa delle spese sanitarie e sociali sia per la disabilità, per la non autosufficienza ed anche per la lungodegenza.

Una strada innovativa ed italiana per un efficace mix tra pubblico e privato è stato il principio ispiratore dei decreti Turco del marzo 2008 e del Ministro Sacconi dell’ottobre 2009.

I decreti, infatti, vincolano il 20% delle prestazioni erogate dai fondi sanitari alla copertura di prestazioni per la non autosufficienza temporanea e l’odontoiatria.

Tutti coloro che hanno a cuore i Fondi ritengono che sia necessario un forte impegno sulla prevenzione sia con campagne di screening periodiche che per obbiettivi specifici e mirati come quello riguardante l’ipoacusia. Attualmente il SSN interviene soltanto quando il cittadino subentra nella condizione di “avente diritto”  subordinata ad una forte degenerazione dell’udito, generalmente maturata in età avanzata e quando il soggetto, pensionato, è debole economicamente e inevitabilmente finisce per incidere sulla spesa sanitaria pubblica.

A tale proposito per prevenire i danni e l’aggravamento delle patologie legate alla diminuzione dell’udito che tanto influiscono sulla qualità della vita l’ANAP, aderente a Federsalute, suggerisce che i Fondi siano chiamati ad intervenire in aiuto dei propri assistiti anche per l’acquisto di un apparecchio acustico .

Quindi di parificare la rimediazione uditiva a quella odontoiatrica con la proposta di inclusione nella quota del 20%.

Tutte le più recenti analisi concordano nell’affermare che nei prossimi anni i paesi sviluppati dovranno fronteggiare costi per la sanità e per la socio sanità crescenti fino al 2050.

La riprova sono i provvedimenti adottati in alcuni paesi europei per la riorganizzazione del sistema ospedaliero,  dei servizi alla persona e per abbattere i costi della burocrazia.

Il rapporto sulla non autosufficienza in Italia presentato a luglio dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rileva come in Italia, al pari dei paesi industrializzati, la spesa sanitaria e socio sanitaria siano destinata ad aumentare a causa delle interrelazioni tra fattori demografici, economici, tecnologici e socio culturali. In questo senso si affronta la possibilità del secondo pilastro del SSN, che non va inteso come uno strumento antitetico o in contrasto con le finalità di tutela universalistica della salute, ma al contrario come una risorsa che possa supportare il SSN, attraverso una riconsiderazione di tutto il sistema di assegni, pensioni, indennità di accompagnamento e così via, che oggi sono erogati a pioggia senza nessuna finalizzazione e quindi una gestione più appropriata  delle risorse.

Il Welfare italiano ha bisogno di una riforma profonda, di interventi nuovi ed urgenti, i cambiamenti sociali ed economici di questi ultimi anni ne hanno fortemente compromesso la capacità di protezione. Va anche ripensato il rapporto tra istituzioni pubbliche e organizzazioni private affinchè venga riconosciuta la pari dignità tra pubblico e privato e che ci sia uno Stato osservatore ed arbitro e non regista ed imprenditore, controllore che controlla se stesso.

Un nuovo Welfare può essere pensato e realizzato solo coinvolgendo tutti gli attori in campo, pubblici e privati, affinchè si battano in via prioritaria per il benessere sociale e la tutela dei diritti. Un coinvolgimento basato su un serio patto di solidarietà di tutte le componenti sociali e dei Ministeri della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali.

E’ necessario infatti che prenda corpo un piano sociale nazionale, con linee guida che diano indirizzi chiari e che mettano le Regioni, soprattutto quelle con risorse limitate, nelle condizioni di operare.

La proposta potrebbero rappresentare un efficace mix per affrontare a 360° la non autosufficienza e la LTC.

Costituire un tavolo tecnico tra il Ministero della Salute ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  quale supporto per le proposte da costruire con successivi decreti, per l’affidamento in gestione, ad un ente terzo,  di un Fondo Unico Nazionale per la non autosufficienza e la LTC, senza dimenticare il Titolo Quinto della riforma costituzionale. Quindi le Regioni dettano le regole, fissano i criteri e le modalità di intervento, mentre il Fondo Nazionale servirebbe a garantire al cittadino una copertura economica tale da non far saltare, come accade oggi, anche a chi ha un reddito medio-alto il bilancio familiare.

Per quanto si possano condividere le politiche di rigore, bisogna che esse siano estremamente ragionate e che non portino solo restrizioni e tagli alle prestazioni per i cittadini ed ai loro diritti.

Per la costituzione di questo Fondo speciale (Fondo Unico Nazionale) sarebbe auspicabile che i circa 284 Fondi si interfacciassero e versassero una percentuale del loro patrimonio al fondo per la non autosufficienza ed all’ LTC.

Inoltre attraverso quel Patto di Solidarietà, prima citato, che va affrontato con strumenti straordinari come hanno fatto in altri Paesi d’Europa, in Germania, in Francia, in Belgio etc., che hanno messo a punto l’assicurazione pubblica obbligatoria per la non autosufficienza.

Un altro gettito, oltre quello versato dagli imprenditori per i propri dipendenti, potrebbe essere rappresentato dalla donazione di una giornata lavorativa, defiscalizzata, da parte dei dipendenti sia pubblici che privati, dai liberi professionisti e dagli autonomi.

Nei rinnovi contrattuali sensibilizzare tutti  i datori di lavoro alla iscrizione dei dipendenti ai Fondi e perché no renderli obbligatori. Questo aumento di disponibilità di nuovi capitali insieme al riordino di tutti gli assegni erogati a pioggia potrebbe , consentirebbe di dare corpo al Fondo Unico Nazionale.

Questi fondi consentirebbero di aumentare il numero dei posti letto per la non autosufficienza, innescando un meccanismo di economia virtuosa, con attivazione del mercato  dell’edilizia, con l’aumento dei posti di lavoro, possibilità delle Regioni di effettuare nei tempi previsti pagamenti e un aumento delle risorse per l’erario. Se diventa un versamento obbligatorio, cioè versato da tutti, chi inizia a pagarla a 70 anni fruisce dei vantaggi del ragazzo che inizia a versare appena entra nel mercato del lavoro.

Questo meccanismo virtuoso deve mettere il cittadino nella condizione di pensare alla sua terza età, alla sua eventuale non autosufficienza,quando sta bene, quando produce che rappresenta indiscutibilmente un fatto di responsabilità.

Una proposta operativa per ottimizzare la rete dei servizi assistenziali e offrire servizi sempre più rispondenti alle reali esigenze, ma soprattutto ottenere un reale contenimento della spesa sanitaria è sintetizzata nel progetto di seguito viene esposto.

Soggetti attuatori:

i soggetti attivi da coinvolgere in questo progetto sono RSA; Case di Riposo, servizi di Assistenza Domiciliare Integrata unitamente a ospedali, medici di base, ASL e telemedicina.

Le Residenze Sanitarie Assistenziali per loro natura, strutturazione e dotazione organica possono essere definite “centri polifunzionali ad ampio raggio d’azione” nel settore dell’assistenza ad anziani fragili. Vi si trovano infatti: medici generici, geriatri e specialisti, infermieri professionali, fisioterapisti e assistenti di base, cuochi, personale amministrativo e ausiliari per le pulizie; sono naturalmente dotati di cucine industriali per la preparazione dei pasti e di lavanderie per il lavaggio della biancheria piana ed indumenti personali. Sono infine dotati di farmacia interna e quindi dispongono di tutti i farmaci di pronto intervento. Gli spazi comuni sono generalmente ampi e spesso superiori agli standard previsti dalle normative regionali. Questa realtà fa sì che le R.S.A. possono a pieno titolo essere considerati centri attrezzati di diffusione di servizi socio-sanitari integrati nel territorio circostante e quindi capaci di raggiungere, in tempi brevissimi, tutti i cittadini abbisognevoli di assistenza, sia nel proprio domicilio che in strutture residenziali.

La realizzazione del progetto presuppone:

  • La mappatura di tutte le R.S.A. presenti sul territorio nazionale attribuendo loro un’ azione territoriale di 2 Km di diametro;
  • L’assegnazione alle R.S.A. del servizio di assistenza domiciliare territoriale;
  • La dotazione alle R.S.A. della strumentazione necessaria per l’erogazione di teleassistenza;
  • La dotazione ai medici di base di un computer per la trasmissione via internet al C.R.D. dei dati relativi agli anziani.

EROGAZIONE DEL SERVIZIO

Il medico di base nell’accertare, durante il suo normale lavoro, l’inadeguatezza del “sistema famiglia”, raccoglie su un modulario preordinato i dati relativi all’anziano che necessita, secondo la sua valutazione, di interventi esterni e li trasmette al C.R.D. via internet.

Il C.R.D., dotato di personale adeguato e sulla base delle indicazioni del medico di famiglia, attiva il servizio più adeguato al caso proposto: telemedicina, assistenza domiciliare, ricovero in R.S.A., ricovero ospedaliero, inserimento in casa di riposo inviando, tramite internet, la richiesta di intervento all’ente preposto al servizio richiesto.

Nei primi tre casi la R.S.A. di competenza territoriale effettuerà, tramite la propria èquipe multidisciplinare, la valutazione del caso ed elaborerà il Piano di Assistenza Individualizzato (P.A.I.) che sarà inviato, tramite internet, al C.R,D. affinchè il soggetto possa essere seguito durante tutto il percorso assistenziale con la sua presa in carico globale.

Terminato l’intervento, il risultato di A.D.I. o ricovero in R.S.A., viene comunicato al Centro per le decisioni del caso: rimanere o tornare al proprio domicilio o provvedere all’inserimento in casa di riposo protetta. La struttura ospitante con l’ausilio del medico di base seguono l’anziano comunicando a scadenze prefissate dati aggiornati sull’evoluzione del caso. Lo stesso avverrà in caso di ospedalizzazione.

I benefici che si possono ottenere con il presente progetto, che riguardano sia fattori economici che di utilizzo corretto di tutti i servizi che l’amministrazione pone al servizio dei cittadini, possono essere così individuati:

  • Offerta rispondente alle reali esigenze del territorio;
  • Minore permanenza dell’anziano nell’azienda ospedaliera, dimissione precoce;
  • Maggiori ricambi nelle R.S.A. e reale recupero degli ospiti;
  • Ottimizzazione delle potenzialità delle Residenze Sanitarie Assistenziali;
  • Minori costi della spesa sanitaria;
  • Parziale riduzione della esigenza di posti letto in R.S.A.;
  • Aumento della qualità dei singoli servizi offerti;
  • Miglioramento della qualità della vita degli anziani;
  • Maggiore informazione, minor tempo negli uffici amministrativi da parte dei parenti dei pazienti;
  • Maggiore tutela della persona;
  • Minore ricorso a ricoveri impropri ospedalieri.

La proposta, che potrebbe dare vita ad un progetto pilota in un distretto disponibile, è naturalmente solo abbozzata.

Piano di fattibilità e progetto dettagliato sono stati elaborati e disponibili per un necessario approfondimento.

 

 

 

Tutto ciò necessita dell’impegno di tutte le componenti sociali FEDERSALUTE con le professionalità di ANASTE presenti e con l’impegno che ha assunto è pronta alla sfida.

Proposta del Presidente di Federsalute Prof. Alberto De Santis ad Arezzo il 25 novembre 2010 al 5^ Forum Risk Management un Sanità.

 

 
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