Il Metodo Shiatsu-Hay

Il metodo Shiatsu-Hay Il metodo Shiatsu-Hay

Presentato il metodo Shiatsu-Hay durante il VII° Convegno regionale Anaste Calabria

Il metodo Shiatsu-Hay nasce dall’incontro tra due discipline: lo Shiatsu, definito “l’arte del contatto” che rappresenta la prima forma di comunicazione fra gli esseri viventi, quella che ci consente di comunicare anche senza parole, ed il metodo della statunitense Louise Hay, che si basa invece sull’uso consapevole del linguaggio, sia quando ci rivolgiamo a noi stessi, nel nostro dialogo interno, sia all’esterno con gli altri.

Lavorare con i malati affetti da demenza e con l’equipe è stata un’esperienza intensa di comunicare attraverso un canale facile ed accessibile. Lo Shiatsu-Hay si pone fondamentalmente come sistema per comunicare intimamente con l’altro, consentendoci di riuscire a comprenderlo senza e oltre le parole. L’umanizzazione delle cure ed il benessere non possono prescindere dalla valorizzazione del contatto come strumento vitale di comunicazione empatica non verbale con il paziente e più in generale con il proprio ambiente di lavoro. Per quanto riguarda la comunicazione verbale, il metodo si basa sull’uso consapevole delle parole, soprattutto perché noi comunichiamo ciò che siamo.

Per questo noi consideriamo il metodo Shiatsu-Hay come un laboratorio, nel quale convalidare il lavoro su noi stessi e con noi stessi, perché le buone qualità non possono essere determinate dall’esterno ma devono essere coltivate dentro di noi. Il metodo si basa sul presupposto fondamentale che modificare un sintomo sia cosa ben diversa dal cambiare la condizione che lo genera. Possiamo intendere migliorata la condizione umana solo quando il modo di vedere, di pensare, di sentire e di vivere saranno migliorati e, dove necessario, corretti. Nella pratica e nell’impostazione del metodo di lavoro hanno rivestito grande importanza il relazionarsi alla persona nella sua globalità stimolando e sostenendo le risorse positive della persona.

Dal punto di vista scientifico sono noti l’effetto curativo del contatto fisico di per sé, l’effetto antalgico della pressione in sé e la produzione di endorfine a seguito della sollecitazione dei punti energetici dei meridiani.

La pressione statica, per le sue modalità specifiche, provoca innanzitutto l’attivazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico donando alla persona una sensazione generale di benessere e di relax, ciò consente di rivolgere la propria attenzione alla enterocezione protopatica di sé innescando i processi di riequilibrio energetico. Il semplice contatto fisico crea un canale di comunicazione non verbale attraverso il quale ognuno trasmette all’altra persona il proprio stato psicofisico. E’ fondamentale saperlo fare con un atteggiamento accogliente, rilassato, stabile e centrato.

La pressione agisce in profondità stimolando la percezione protopatica generale delle due persone coinvolte nel trattamento “facendo scorrere le sorgenti della vita”. Si tratta di gesti semplici e spontanei a cui tutti possono essere addestrati, o meglio di cui tutti si possono riappropriare, in tempi brevi. La mano e la parola: un’unione di grande potere poiché, quando manca questa possibilità di comunicare, i pensieri e le emozioni restano soffocate dentro di noi e questo ci procura malessere. Il contatto è la forma basilare di comunicazione, è un esercizio del corpo che trasmette indicazioni alla mente, tramite sensazioni ed emozioni.

Lo Shiatsu-Hay si pone come sistema per comunicare con l’altro, consentendoci di riuscire a comprenderlo senza e oltre le parole.

L’umanizzazione delle cure ed il benessere organizzativo non possono prescindere dalla valorizzazione del contatto come strumento vitale di comunicazione non verbale con il paziente e più in generale con il proprio ambiente. Il lavoro sull’equipe si basa su un percorso di consapevolezza, e un’attenzione al proprio stato di benessere personale che consente un miglior contatto con l’altro. Il metodo si basa sull’uso consapevole delle parole; e allora, se vogliamo proiettare all’esterno un’immagine positiva, dobbiamo scegliere bei pensieri e belle parole.

Nella pratica e nell’impostazione del metodo di lavoro hanno rivestito particolare importanza il relazionarsi alla persona nella sua globalità, non forzando mai la relazione, rispettando i limiti e le possibilità della persona.

Renato Zaffina

Operatore professionista Shiatsu Coordinatore dei Rappresentanti Regionali della Federazione Regionale Shiatsu

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